Il tuttocampista per l’Inter

Dopo una così difficile qualificazione alla prossima Champions League, arrivata in seguito ad una partita che facile non era, ma nemmeno impossibile, la nuova Inter si appresta a nascere. Messo a segno già a gennaio il colpo Godin, per il quale si attende ancora l’ufficialità, si è passati dalla chiusura dell’era Spalletti all’inizio dell’era Conte. I pareri a riguardo sono contrastanti all’interno della tifoseria nerazzurra, ma quello che non si può certamente fare è tornare indietro. E allora, carta bianca (o quasi) all’allenatore leccese, che sarà in prima linea per quanto riguarda l’allestimento della nuova squadra. Al netto della questione Icardi, che a seconda di come si concluderà potrà definire il parco attaccanti dell’Inter, quello di cui l’Inter ha bisogno è soprattutto un centrocampista. Ed è qui che l’Inter sta andando a lavorare con determinazione. Le voci si susseguono e al momento dal marasma paiono emergere tre nomi: Barella, Milinkovic-Savic, Rakitic. Tre giocatori completamente diversi tra loro a livello fisico, tecnico, funzionale e caratteriale. Andiamo a vedere perché.

Ivan Rakitic, classe ’88, non ha certamente bisogno di presentazioni. Stabilmente all’interno dell’undici titolare del Barcellona da cinque anni, è un centrocampista di fama internazionale, vice-campione del mondo, che sa fare quasi tutto. Il suo calcio è semplice, concettuale, come il Barcellona insegna ormai da dieci anni a questa parte. Al Siviglia giocava vicino alle punte, anche per sfruttare il suo tempismo negli inserimenti e le sue notevoli capacità balistiche. Ora lo vediamo mezzala e alle volte esterno di copertura rispettivamente nel 4-3-3 e nel 4-4-2 di Valverde, che sembra ritenerlo indispensabile per l’equilibrio della squadra. All’interno di un ragionamento progettuale a lungo termine, è forse il nome che meno risponde alle preferenze di Suning, da sempre dichiaratamente alla ricerca di giovani talenti, possibilmente italiani. Ma certamente in una squadra l’esperienza e il carattere di qualche giocatore meno giovane sono fondamentali, e Conte lo sa bene. Secondo Transfermarkt le sue probabilità di trasferimento verso la Beneamata sono in calo, ma mai dire mai.
Valutazione: 50 milioni, trattativa fattibile per un’Inter ambiziosa e libera dai paletti del Financial Fair Play.

Sergej Milinkovic-Savic è un profilo completamente diverso da Rakitic, specialmente dal punto di vista fisico. Il classe ’95 è reduce da una stagione non entusiasmante, che però nel finale gli ha permesso di ritagliarsi il suo momento di gloria grazie al gol in finale di Coppa Italia contro l’Atalanta, che ha spianato la strada verso la conquista del trofeo per la Lazio. Il suo colpo di testa è un’arma letale, che si rivela efficace sia offensivamente che difensivamente. I suoi oltre 190cm gli permettono di salire in quota molto facilmente, ma non disdegna affatto una grande corsa e ottime capacità tecniche, che lo rendono un centrocampista moderno e completo, più abile offensivamente che difensivamente, ma sicuramente con ampi margini di miglioramento. Sicuramente la stagione 2017/2018 è stata la più entusiasmante per il centrocampista serbo, che durante una stessa partita andava a svolgere diversi compiti in campo, spalleggiando Immobile e Luis Alberto sul fronte offensivo e giganteggiando a fianco del sempre utile Parolo quando c’era da difendere. I gol fatti quest’anno (7) sono la metà dell’anno scorso, ma nulla gli ha impedito di ricevere il premio come miglior centrocampista del campionato, a dimostrazione non sono solo questi i numeri che contano. Il suo valore Transfermarkt si aggira sui 75 milioni, ma sappiamo che la bottega del Presidente Lotito è spesso cara, per cui sarà un obbiettivo difficile per l’Inter, ma sicuramente si tratta di un giocatore intrigante, che può fare al caso di Conte, l’artefice dell’esplosione di un certo Paul Labile Pogba, con cui le somiglianze non mancano.

Ultimo ma non perché meno importante, Nicolò Barella, forse il più vicino all’Inter in questo momento, è sicuramente uno dei più interessanti prospetti del calcio italiano. Classe ’97, ottimo in fase di interdizione ma altrettanto buon incursore, con doti tecniche invidiabili anche da fermo. Descritto dai più come l’erede di Nainggolan, somiglia al belga in tutto e per tutto. La qualità di certo non manca, così come il temperamento, (giocatore sicuramente focoso, visti i 12 cartellini gialli di questa stagione) caratteristiche che unite alla giovanissima età lasciano spazio a consistenti margini di miglioramento. Capace di coprire bene il campo sia un centrocampo a due che in uno a tre, può agire da interditore capace comunque di smistare la palla quando necessario (ricordiamo che ora il regista dell’Inter è Brozovic), sia da mezzala di inserimento. Instancabile, ha giocato il 91% dei minuti totali di questa stagione, è un giocatore in costante crescita, riservato, dal profilo basso, sicuramente apprezzato da Conte, che saprebbe certamente raffinarne ulteriormente le qualità offensive per renderlo un centrocampista completo, tenace e letale. Valutato intorno ai 30 milioni da Transfermarkt, si potrebbe muovere per una cifra vicina ai 50. Viste le potenzialità e quanto dimostrato, potrebbe rivelarsi un investimento redditizio, ed insieme a Brozovic e Nainggolan andrebbe a formare un centrocampo completo, polivalente e dinamico. Sarebbe inoltre un acquisto in linea con la filosofia di Suning. Due piccioni con una fava.

La disponibilità economica dell’Inter rende tutte e tre queste strade percorribili. Sicuramente almeno un centrocampista arriverà, perché le garanzie offerte da Joao Mario e Borja Valero non sono state sufficienti. Vecino ha giocato con continuità ma potrebbe essere sacrificabile, mentre per il discorso Gagliardini si apre un capitolo a parte: Conte sembrerebbe aver posto il veto alla sua cessione. Il nazionale azzurro ha sicuramente del potenziale che ha messo in mostra a corrente alternata durante la stagione, come per esempio durante il derby di ritorno. Potrebbe giovargli un motivatore come Antonio Conte? Sicuramente si. Al netto di questo ragionamento, l’Inter potrebbe trovare il secondo centrocampista in casa, senza dover ricorrere ad un’altra esosa trattativa o a cessioni importanti. La nuova era dell’Inter è già iniziata.

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