L’oro di Napoli

Il film a episodi del 1954 diretto da Vittorio De Sica può metaforicamente essere la rappresentazione della trasformazione del Napoli di Aurelio De Laurentiis dopo la separazione da Maurizio Sarri e l’inizio del ciclo firmato Carlo Ancelotti, il vero top player della scorsa campagna acquisti, uno dei migliori allenatori che il panorama calcistico possa offrire, ma soprattutto uno dei più vincenti, e questo è un requisito fondamentale per una squadra che con insistenza sempre maggiore punta al vertice della classifica da anni. L’apice è stato raggiunto con i 91 punti di Sarri, ma chiaramente Ancelotti non poteva garantire risultati immediati. L’adattamento c’è stato, è stato graduale e ha valorizzato alcuni giocatori che prima erano considerati delle seconde linee e che invece quest’anno hanno trovato più spazio all’interno delle rotazioni operate dal tecnico di Reggiolo. Luperto, la rotazione più o meno forzata dei portieri, Ounas, Younes: sarebbero state delle mosse fatte anche da Sarri? La risposta è tendenzialmente negativa, visto quello che è stato l’atteggiamento del tenico toscano durante la sua gestione, che lo ha esposto alle accuse di avere dei titolarissimi e di non valorizzare tutta la rosa, cosa che invece Ancelotti ha fatto.

Tuttavia, non si può certo dire quella del Napoli sia stata “Un’ottima annata“, anche se i risultati e il piazzamento finale in classifica non possono mettere Ancelotti in cattiva luce. La valorizzazione della rosa è sicuramente un altro punto a favore del nuovo allenatore, così come il sostegno e l’affetto che De Laurentiis e la città gli garantiscono e manifestano appena possibile. Napoli è una piazza calorosa, che ama i suoi beniamini senza pretese, ma va gestita nel migliore dei modi. Quello dell’eterna seconda è un abito che inizia a stare stretto ai tifosi napoletani, e anche alla società stessa, che ogni anno si prodiga per cercare di scrollarsi questo fardello di dosso. L’obbiettivo è alzare l’asticella per colmare il gap con la Juventus, e pare che questo calciomercato possa essere un tassello importante per la costruzione di un Napoli competitivo su tutti i fronti e possibilmente vincente.

Partiamo però dalle certezze: la spina dorsale del Napoli non si tocca. Partendo dal basso Meret, Koulibaly, Allan e Fabian Ruiz, Milik e Insigne (a meno di clamorose svolte di mercato) costituiscono sena dubbio la colonna portante dell’undici titolare. Intorno a loro, tutto il resto prende piede, ma sono queste le conferme che la società si aspettava e che ha avuto durante la stagione appena passata, ed è da questi giocatori che Ancelotti spera di poter ripartire il prossimo anno. Tra i partenti figurano soprattutto i nomi di Albiol, a cui vanno riconosciute la grande dedizione alla causa e la grande professionalità che hanno contribuito al salto di qualità del Napoli, Hysaj, e Mario Rui. Il terzino albanese è già stato sostituito con Giovanni Di Lorenzo, che si è messo in grande evidenza all’Empoli quest’anno. Il classe ’93 potrà portare spinta e qualità alla manovra partenopea, e si alternerà nel ruolo con Malcuit.

A Di Lorenzo potrebbe verosimilmente aggiungersi un profilo di rilievo come quello di James Rodriguez, in uscita dal Real Madrid. James Rodriguez è uno dei pupilli di Ancelotti. Colombiano classe ’91 dalla classe sopraffina, ha nel suo sinistro gol, assist e giocate decisive. Starà ad Ancelotti sfruttarne le potenzialità a pieno per inserirlo in modo efficace all’interno del sistema di gioco del suo Napoli, facendolo coesistere con Allan e Fabian Ruiz in primis. Chi invece si è già unito alla formazione partenopea è Kostas Manolas, che arriva al Napoli grazie allo scambio con Diawara e alla necessità della Roma di realizzare plusvalenze entro il 30 giugno. Questo scambio al fotofinish regala ad Ancelotti quella che potenzialmente potrebbe essere una coppia di centrali perfetta per difendere in avanti. Manolas e Koulibaly fanno delle loro enormi capacità fisiche e atletiche un punto di forza, che permette loro di coprire grandi porzioni di campo alle spalle. Perfetto per una squadra offensiva come il Napoli.

La dichiarazione d’intenti del Napoli di De Laurentiis è chiara, così come è chiara la voglia di ambire a qualcosa di più di un “semplice” secondo posto. L’inizio del mercato sarà il momento perfetto per assistere al valzer delle trattative architettato dal presidente partenopeo, tanto esuberante nelle sue dichiarazioni (non dimentichiamoci l’ormai famoso “Sono io il vostro Cavani“) quanto cinico e determinato durante la campagna acquisti, specie ora che anche il rapporto con l’allenatore è collaborativo e privo di tensioni.

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