Quanto è importante all’interno di una discussione saper muoversi con dimestichezza e utilizzare la terminologia corretta? Potremmo mai parlare di un argomento senza conoscerne i fondamenti? Che senso ha parlare di storia romana se non si conosce Giulio Cesare? Rimanendo in tema calcistico, è opportuno possedere un lessico di base che ci permetta di districarci nelle conversazioni al bar ma che allo stesso tempo ci permetta di darci qualche aria quando spieghiamo determinati concetti al nostro partner o a una persona che di calcio non ne ha mai voluto sapere, e che quando si troverà costretta a guardare la Nazionale agli Europei, non capirà nessuna delle parole utilizzate dai telecronisti. Dal fuorigioco alla ricerca del terzo uomo, passando per le coperture preventive e gli inserimenti senza palla, in questa rubrica cercheremo di definire quelle che alle orecchie di chi non se ne intende, possono essere parole prive di significato.
Partiamo da un’entità i cui limiti non sono e non saranno mai chiari a nessuno. Il fantasista. Secondo il Garzanti, che prenderemo come punto di partenza per poi sviluppare la questione, il fantasista è un “calciatore particolarmente abile nel dribbling e capace di inventare giocate imprevedibili“. Questa definizione rende il fantasista qualcosa di fluido, che non è perfettamente collocabile all’interno di uno spazio, non delimitabile all’interno di un ruolo o di una casellina in uno schieramento inserito nella pagina delle probabili formazioni del venerdì. No. Quella è una visione semplicistica di ciò che rappresenta il fantasista nel calcio.

Facciamo un esempio pratico: questo signore qua sopra, nonostante un’ultima stagione altalenante, può essere considerato un fantasista. Perché? Perché possiede quelle che sono le caratteristiche elencate da Garzanti, sicuramente. È molto capace nel dribbling, e sa inventarsi giocate imprevedibili, gol da funambolo, sa vedere e sfruttare linee di passaggio che solo pochi giocatori sfruttano, ma non solo. Paulo Dybala è un fantasista prolifico, poiché aggiunge a tutti questi elementi una buona capacità di finalizzazione. Nei primi anni di Serie A, quando era al Palermo, Dybala agiva da seconda punta, spaziando su tutto il fronte d’attacco per cercare di fare gol. Da quando è arrivato alla Juve, ha saputo unire a questa dote la capacità di sviluppare gioco. La Joya argentina tende a cercare lo spazio giusto dove può ricevere palla fronte alla porta e cercare, appunto, un dribbling o una giocata imprevedibile, che possa rompere l’equilibrio della partita, creare superiorità numerica e mettere la sua squadra in condizione di potersi rendere pericolosa. Ecco perché il ruolo del fantasista non può essere ascritto ad una specifica posizione in campo. Il fantasista può essere un’ala, un trequartista o un attaccante, ma non è questo che conta. Il fantasista ha il compito di gestire i palloni importanti della partita, di dribblare nello stretto, di muovere la palla di prima, di temporeggiare, di calciare da fuori area o di favorire l’inserimento dei compagni. Può partire esternamente al campo per convergere verso il centro e determinare così i movimenti conseguenti dei suoi compagni, come per esempio la sovrapposizione di un terzino, il taglio alle spalle o il contro-movimento di una punta che accorcia per fare la sponda, e così via. Oppure trovandosi già in posizione centrale può mettersi in posizione di luce e ricevere palla alle spalle del centrocampo avversario per puntare dritto contro i difensori avversari.

Una squadra che deve difendersi da fantasisti, più o meno prolifici ma comunque determinanti come Dybala, Isco, Messi o De Bruyne per citarne alcuni, ha come primo compito quello di limitare gli spazi tra le linee, poiché è proprio quello lo spazio fluido in cui agisce il fantasista. In una posizione e in un attimo dove è lui a determinare le sorti di una partita, dove né un centrocampista né un difensore riescono immediatamente a contrastarlo, dove ha spazio per accelerare, alzare la testa e inventare. Dove ha spazio per creare calcio e scatenare l’ovazione di un tifoso o di chi guarda per la prima volta una partita di calcio e si trova davanti a qualcosa di straordinario.
