La Dea di Bergamo si accinge ad approdare nell’olimpo d’Europa ed ecco che si trova a tessere le trame del vestito giusto per l’occasione. Si siederà al tavolo assieme alle altre trentuno compagini chiaramente non con l’obiettivo di alzare la coppa dalle grandi orecchie, ma di sicuro con l’intenzione di non sfigurare e con il desiderio di mettere in difficoltà le squadre avversarie. Sarà la Cenerentola della competizione, questo è certo, ma sarà anche la mina vagante della stessa? Ai posteri l’ardua sentenza. Intanto, per affrontare al meglio gli impegni che la coinvolgono nelle tre competizioni la prossima stagione, la dirigenza targata Percassi conferma l’ossatura che lo scorso anno ha spinto la squadra nerazzurra sino al quarto posto in campionato. Si, perché Gomez e compagni, assieme al Gasp, sono confermatissimi e rappresentano un macchinario ben rodato nei meccanismi, dimostrazione ne è il fatto che sia stata proprio la Dea, assieme all’Empoli, ahinoi retrocesso, ad esibire il miglior gioco nelle battute conclusive e decisive del campionato. Spazio quindi, al momento, ai “soliti” undici che tanto bene hanno figurato l’anno scorso e le stagioni passate, parliamo quindi di: Berisha (o Gollini? Dubbio amletico ancora da sciogliere), Mancini (più “no” che “sì”, viste le voci di mercato), Masiello, Toloi, Hateboer, Gosens, Freuler, De Roon, Ilicic (anche lui succube delle voci di mercato che lo danno per partente e lo rendono al momento un’incognita), Zapata e Gomez (sempre confermatissimo il capitano argentino).

Ma i primi innesti, di qualità, ci sono già. Il primo ad approdare alla corte di Bergamo è un certo Luis Muriel, non certo una novità in Italia. Il colombiano arriva dal Siviglia, detentore del cartellino, a titolo definitivo dopo una breve parentesi in terra fiorentina, dove, salvo i primi botti, ha francamente deluso le aspettative, assieme a tutta la Viola. Sarà interessante vedere l’innesto del colombiano nei meccanismi del Gasp. Con tutta probabilità potrebbe essere adattato al ruolo di ala in un 3-4-3 o perché no, potrebbe essere spostato più centralmente in coppia d’ attacco assieme a Zapata nel caso di 3-5-2.

Gli enigmi della Dea al momento paiono ruotare attorno a Ilicic, oggetto di desiderio del Napoli. La trattativa è ora passata in secondo piano, nonostante sembrasse già cosa fatta ai primi di giugno. Nel caso lo sloveno dovesse partire, spazio a Gomez in tre quarti nel ruolo di rifinitore e assistman (vesti che abbiamo già visto addosso all’argentino e che gli calzano decisamente bene) mentre a centrocampo la confermata premiata ditta De Roon – Freuler. In mezzo però da tenere d’occhio anche Pessina, il giovane e talentuoso azzurro Under 21, approdato a Bergamo oramai l’anno scorso. Il centrocampista italiano potrebbe essere una valida alternativa visti anche i molteplici impegni cui dovrà partecipare la Dea. Sempre in mezzo, a portare pepe alla manovra, è notizia di qualche giorno fa il rinnovo del prestito di Pasalic, di proprietà Chelsea, ma che ben ha figurato la passata stagione con la casacca atalantina. Il croato sarà dunque ancora alla corte del Gasp, con gradimento, intendiamo, di ambedue le parti.

Sugli esterni Castagne e Hateboer hanno davvero ben figurato l’anno scorso e sembrano anch’essi confermatissimi. L’incognita è sempre il ritmo sulla lunga distanza ed infatti l’olandese il campionato scorso, nelle ultime battute di stagione, è sembrato aver pagato la lunga striscia di partite in cui è stato impegnato, parendo meno fresco e decisivo rispetto alla prima metà di campionato. Non secondario sarà però alla causa, l’apporto dell’ottimo Gosens, anch’egli reduce da una stagione decisamente positiva, con all’attivo, in serie A, 28 presenze condite da 3 gol e 2 assist.
Dietro, che sia difesa a tre o a quattro, i cardini della difesa saranno la scommessa (vinta) Djimsiti, assieme a Palomino e Toloi (o Masiello). Mancini resta in ballo, proprio come a ballare sono i 5 milioni di differenza tra domanda e offerta che separano il difensore nazionale azzurro dall’approdo nella capitale, sponda giallorossa. Sembra quindi partente il giovane nerazzurro nativo di Pontedera ma mai dire mai, visto che l’Atalanta vanta la possibilità di giocare la Champions, a differenza dei romanisti. Non uno specchio per le allodole la massima competizione continentale, ma una bella vetrina europea per tutti i bergamaschi, e prima di tutto una soddisfazione conquistata sul terreno di gioco.

Sempre a proposito di sirene in uscita, che fine farà Zapata? Il colombiano è di proprietà della Sampdoria ed è in prestito in territorio bergamasco (ovviamente con diritto di riscatto fissato a 14 milioni). Chiaramente gli atalantini non si vorrebbero privare del loro goleador ma il Napoli, che ha detenuto il cartellino del giocatore nel triennio 2013-2015, sembra essere interessato al giocatore. Di sicuro, all’ombra del Vesuvio, si stanno pentendo delle precedenti scelte di calciomercato in virtù delle prestazioni del Colombiano nell’ultima stagione. Attenzione anche alle sirene iberiche per Duvan, infatti il vice capocannoniere della passata stagione pare essere entrato nel mirino del Valencia che sarebbe disposto ad offrirgli un contratto da 4 milioni a stagione. La mia opinione è che la Dea non svenderà i propri pezzi pregiati e farà di tutto per tenerseli e affrontare al meglio l’annata 2019/2020, visto soprattutto la kermesse europea da affrontare senza voler sfigurare. D’altro canto, è anche vero che alcune cessioni illustri, ma dolorose, potrebbero rimpinguare le tasche della società di Percassi. Soldi che sarebbero utili a valorizzare sempre più il progetto della Dea, non solo sul fronte acquisti, ma anche in una politica interna. Anche in questo caso, le certezze ci saranno solo una volta chiuso il mercato.

In porta resta il nodo Berisha o Gollini, sui quali piomba anche l’ombra di Consigli, accostato proprio alla Dea. Il portierone ex Hellas aveva iniziato da titolare la scorsa stagione ma prestazioni poco convincenti l’hanno fatto scivolare nelle gerarchie facendogli sopravanzare il più esperto Berisha. Negli ultimi mesi però il portierone italiano classe ’95 si è riconquistato il posto fisso in campo, mettendo in mostra alcune solide prestazioni. Sarà una sfida avvincente tra i due, certo è che l’Atalanta, tra i pali, sembra in buone mani, a prescindere da chi rivestirà il ruolo di titolare.

Le altre trattative in entrata vedono l’Atalanta sulle tracce di Fofana, decisamente una scommessa a parer mio, e di Joao Pedro, che sembra davvero vicinissimo ai bergamaschi. Si tratterebbe di un giocatore esperto e di qualità, il brasiliano classe ’92 sarebbe infatti una pedina preziosissima nella scacchiera del Gasp, specie in caso di partenza di Ilicic. Le altre frecce che il calciomercato potrebbero portare alla faretra del tecnico di Grugliasco sono due giocatori del Sassuolo che hanno fatto decisamente bene la scorsa annata: Duncan e Ferrari. Andrebbero a rinforzare il centrocampo e la difesa, garantendo possibilità di turnover sia in mezzo che sugli esterni.

Insomma, ci sono tanti nodi ancora da sciogliere, ma non siamo che agli inizi di luglio e ciò che stuzzica ancor di più i tifosi atalantini è la ristrutturazione dello stadio, tirato anch’esso a lucido in questo restyling della dea con ambizione di Europa. Non si chiamerà più Atleti Azzurri d’Italia ma Gewiss Stadium, per via della partnership con lo sponsor, ma poco importa perché l’Atalanta merita una casa proporzionata alle sue ambizioni. La Dea sogna e sogna in grande e questo non può essere che un bene per il calcio italiano.
E voi? Credete che la dea stia intavolando le mosse giuste in vista della prossima Champions League? O i nomi ad essa accostati vi deludono?
