Gergo calcistico in pochi e semplicissimi passi, vol.3

Scappare e difendere in avanti. Se non sai il significato di queste espressioni e vuoi poterle spiegare durante la prossima partita alla persona su cui vuoi fare colpo, sei nel posto giusto. Benvenuto nella nostra rubrica sul gergo calcistico.

Il primo termine, scappare, è una delle basi fondamentali di un difensore. Ma cosa significa scappare? Dove vanno i difensori? Da che cosa scappano? Andiamo a vedere in cosa consiste questo movimento. Si tratta di un movimento di reparto, dove tutta la difesa, nel momento in cui sta per partire un pallone che può scavalcarli o il portatore di palla sta avanzando verso la porta avversaria, scappa, arretra, per non farsi trovare impreparata.

Andiamo a vedere un esempio. Il pallone in questo fermo immagine è scoperto: significa che il giocatore che lo sta controllando è coordinato in modo tale da poter attaccare la porta avversaria con la palla al piede, oppure effettuando, come in questo caso, un lancio o un passaggio. La difesa del Napoli quindi corre subito ai ripari scappando verso la propria area. Questo movimento permette ai difensori di ridurre lo spazio tra loro e la porta, rendendo meno efficaci gli attaccanti bravi a sfruttare la profondità, ad esempio. La scelta di tempo qui è fondamentale, così come lo è la necessità di effettuare il movimento tutti insieme. Se un solo tassello sbaglia, è possibile, ad esempio, che un attaccante si ritrovi a non essere in posizione di fuorigioco, o che tagli alle spalle del difensore che non è scappato con i tempi giusti. È un automatismo fondamentale di ogni sistema difensivo. I difensori scappano quindi dalla palla, o meglio si portano in una porzione di campo dove possono essere avvantaggiati nella lotta per la sua riconquista.

Diverso è invece il concetto di difesa in avanti. Questa, più che un movimento, è una mentalità tipica del calcio moderno. Molti allenatori chiedono un lavoro difensivo importante alle loro punte, che però non possono essere lasciate da sole. Ecco che nasce il sistema di difesa in avanti, fondamentale per una rapida riconquista del pallone. Andiamo a vedere un’immagine nel dettaglio.

Una squadra che difende molto bene in avanti è il Barcellona, che fa del possesso palla e della rapida riconquista il suo marchio di fabbrica. Nell’immagine, seppure un po’ sfuocati, si possono vedere gli attaccanti Messi e Suàrez che hanno il compito di mettere pressione (qui è leggera poiché sono abbastanza statici) ai difensori avversari in possesso di palla. Nello specifico, Suàrez deve coprire la traiettoria di un eventuale passaggio laterale, mentre Messi deve indurre Chiellini, in possesso di palla, all’errore. Ecco che il supporto di tutta la squadra diventa fondamentale. Come detto, le due punte non possono essere lasciate da sole nel momento in cui vanno a disturbare gli avversari, altrimenti verrebbero facilmente superate. Basterebbe un passaggio ad un centrocampista per renderle inefficaci. Passaggio che però, grazie ad una difesa in avanti, viene reso difficilmente eseguibile. Pjanic, il vertice basso della Juventus, è marcato stretto da Busquets, così come sono marcati gli altri possibili ricevitori della Juventus. La cosa più importante di questo fermo immagine però è la posizione dei quattro difensori del Barcellona. Sono quasi sulla linea di metà campo, con il corpo orientato verso il pallone ma pronti sia a scappare all’indietro, sia ad avanzare nel caso in cui Chiellini dovesse coprire il pallone, ossia assumere una posizione tale che non permetta la giocata verticale. Questa è una situazione assolutamente studiata dal Barcellona, provata e riprovata in allenamento: Chiellini è dei due centrali della Juve quello con meno capacità tecniche, con il piede meno educato e una visione di gioco minore rispetto al suo compagno di reparto Bonucci. L’intenzione del Barcellona è di indurlo all’errore per poter recuperare palla in modo rapido ed efficace. Difendere in avanti significa quindi in un certo senso attaccare, poiché più si recupera il pallone vicino alla porta avversaria, meno spazio si dovrà coprire per rendersi pericolosi. È un lavoro collettivo che comporta un livello di intensità alto, ma una volta recuperata palla garantisce efficacia e permette alla squadra di avere il controllo della gara.

Ora, dopo aver letto questo articolo, voglio vederti in piedi sul divano durante la prossima partita e sentirti urlare quando una difesa sta scappando, oppure quando i centrocampisti e i difensori non difendono in avanti per aiutare gli attaccanti.
Alla prossima puntata!

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