Caro Ricky, ti scrivo

Non c’è niente come il primo amore. Provare quella sensazione inusuale di farfalle nello stomaco, felicità ed appagazione alla sola vista della persona oggetto del nostro sentimento. Non c’è niente di male nel provare questo tipo di sensazioni, magari per la prima volta anzi, sarebbe strano relegare questa esplosione di gioia dentro noi stessi, arrivando persino a negarne l’esistenza. Eccitazione, esaltazione, sensazione di contentezza improvvisa, insomma il perfetto cliché del teenager innamorato. L’unica differenza con i miei coetanei? Io mi sono innamorato di te, Kaká. Di te, un ragazzo timido, quasi impacciato davanti alle telecamere, che si presentava per la prima volta sui palcoscenici del calcio italiano ed europeo, dopo aver incantato nella madrepatria, di te, che avresti così profondamente segnato il mio legame col calcio e con le sensazioni che da quel momento ho provato vedendolo giocare.

Il tuo unico problema? Giocavi nel Milan e non nella Juventus. Come poteva un tifoso della Vecchia Signora come me tifare un giocatore di una formazione rivale? Squadra che, giusto l’anno prima, mi aveva regalato la prima (di tante…) delusioni sportive. Certamente non è stato facile convivere con questo dualismo: da una parte la passione per la mia squadra, dall’altra quella per un giocatore così forte e dominante. Certamente in quegli anni di dominio rossonero mai ho avuto il coraggio né la sfrontatezza di ammettere la superiorità della squadra rivale, né riconoscere apertamente i meriti di un calciatore così straordinario. Si sa, l’età porta consiglio ed ora, a distanza di anni, mi sento pronto ad urlare al mondo il mio amore ed ammirazione per te, Ricky.

L’intento di questo articolo non è di sicuro quello di elencare le tue caratteristiche tecniche, né tantomeno quello di ripercorrere la tua sfolgorante quanto sfortunata carriera; la mia è, più che altro, una lettera d’amore inviata in ritardo ad un campione che, in punta di piedi, si è preso la scena calcistica mondiale, dominandola completamente per diversi anni.

Tanto è stato scritto su di te, la tua storia è stata raccontata innumerevoli volte da professionisti ed appassionati. Questa lettera aperta va a sommarsi al folto numero di dichiarazioni d’amore scritte negli anni al campione brasiliano. Sono soltanto un altro aficionado di un calcio che sta via via scomparendo. Ma allo stesso tempo sentivo che dovevo scrivertela, dedicare poche semplici righe ad una figura così.

Grazie Ricky per essere stato un elemento imprescindibile di ogni mio fantacalcio per anni e l’oggetto di innumerevoli video su Youtube guardati e riguardati fino allo sfinimento, grazie per avermi ispirato ed insegnato ad ammirare un giocatore ed una persona nonostante i diversi colori indossati. Grazie per tutte quelle volte nelle quali ci si ritrovava con gli amici al bar a discutere su chi fosse più forte tra Ronaldo e Ronaldinho, io sceglievo comunque te, rimanendo inascoltato. Grazie per essere stato fonte di ispirazione e ammirazione.

Come saresti stato bello con la maglietta bianconera addosso, quanto ci avresti fatto godere. In fondo, forse, è andata bene così, vederti sempre un rivale, sarebbe stato troppo facile amarti altrimenti.

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Anche se sono sicuro che chiunque di voi malati di calcio come me sia a conoscenza della storia e delle gesta del fuoriclasse brasiliano, vi rimando comunque ad un bellissimo articolo di Simone Cola, pubblicato lo scorso febbraio su FoxSports.it che traccia con efficiacia l’intera parabola della carriera di Kaká. / Kaka al Milan: storia e statistiche.

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