Gergo calcistico in pochi e semplicissimi passi, vol.9

È finito il mercato, è iniziato il campionato, è sempre il momento giusto per un po’ di calcio giocato. E allora, se volete capirci di più, questa è la rubrica che fa per voi. Ogni martedì vengono analizzate nuove espressioni più o meno comuni del gergo calcistico, spiegate in modo semplice ed immediato. Questa settimana concentriamo la nostra attenzione sul possesso palla, con due termini moderni e fondamentali allo stesso tempo: gioco dal basso e tiki taka.

Partiamo dal concetto genitore di questi due termini: il possesso palla, appunto. Qui non è necessaria una spiegazione dettagliata: se una squadra fa possesso palla, significa che durante una partita ha il controllo del pallone per la maggior parte del tempo. Questo significa ovviamente che, avendo il controllo del pallone, si ha il controllo della partita: i giocatori della squadra in possesso di palla possono decidere se provare a rendersi pericolosi o se cercare di mantenere il controllo del gioco con una rete di passaggi che mandi a vuoto i tentativi di pressione avversaria. Il possesso palla è diventato ormai un cardine delle grandi squadre. Il Barcellona di Guardiola è stato il pioniere di quest’ideologia, tanto da rivoluzionare il calcio, grazie ai concetti di gioco dal basso e tiki taka, strettamente collegati tra loro.

Per poter conservare efficacemente il controllo del pallone, è importante sfruttare tutte le risorse che si hanno a disposizione, a partire dall’ampiezza e dalla profondità. Per questo motivo, è importante iniziare l’azione dal basso, ovvero dal portiere. Il portiere è il creatore di superiorità numerica quando la palla circola tra i difensori, ed un portiere bravo con i piedi, è una chiave fondamentale per un efficace gioco dal basso. Andiamo a vedere un’immagine.

Questo è un esempio di gioco dal basso messo in atto dal Manchester City di Guardiola: i difensori sono allineati con il portiere, mentre Fernandinho (numero 25 azzurro) costituisce il vertice alto di quello che può essere definito come un triangolo/rombo, a seconda che si includa il portiere o meno. I giocatori del Chelsea sono costretti così a scegliere come occupare gli spazi per potersi mettere in condizione di recuperare palla con un intercetto, un contrasto, oppure grazie alla pressione che provoca un errore tecnico individuale dei difensori del City. Si può chiaramente notare come il 4vs3 favorisca il gioco del City. Ecco spiegato perché il portiere Ederson sia stato pagato 40 milioni dai Citizens: oltre ad essere un grande portiere tra i pali, sa essere lucido quando ha la palla tra i piedi ed è un’arma per mantenere il possesso di palla e superare le linee di pressione avversarie con un lancio o un passaggio filtrante. Giocare dal basso significa questo: sfruttare ampiezza e profondità per attirare gli avversari fuori dalla loro comfort zone; aggirarli con il possesso palla e creare così situazioni di superiorità numerica in zone avanzate del campo, da cui partire per rendersi pericolosi.

È talmente moderno come concetto, che lo mette in atto anche il Qatar.

Restando sempre in casa Guardiola, la prima denominazione del possesso palla prolungato del suo Barcellona fu chiamata Tiki-Taka. Ma di che si tratta? È sì un possesso palla che inizia dal basso, ma non solo: il Tiki-Taka è l’estremizzazione del controllo del gioco, è una rete infinita di piccoli passaggi e triangolazioni che fa leva sulla pazienza dei giocatori che lo mettono in pratica, e sull’impazienza dei giocatori che devono rincorrere il pallone, oggetto in assoluto più veloce all’interno del rettangolo di gioco. I giocatori del Barcellona sono maestri nel nascondere il pallone agli avversari. Grazie a un sistema in cui figuravano contemporaneamente interpreti come Messi Xavi e Iniesta, abbiamo potuto assistere negli anni a vere lezioni di calcio e tecnica di base, che hanno indubbiamente segnato un’epoca e cambiato il calcio. Ci sono voluti anni per trovare delle contromisure efficaci, e tuttora Guardiola evolve costantemente il suo pensiero calcistico, seppur lontano da Barcellona, rimanendo però fisso su un calcio propositivo e incentrato sul possesso di palla: meno sterile del Tiki Taka, ma ugualmente efficace. Qui le immagini non bastano, serve un contributo video.

Johan Cruijff, da cui tutta la filosofia blaugrana è partita, diceva: «Giocare a calcio è semplice, ma giocare un calcio semplice è la cosa più difficile». Eccone la dimostrazione. Tanti triangoli di giocatori che combinano nello stretto: tecnica di base, posizionamento, smarcamento e abilità tattica. Poesia in movimento. Possesso di palla. Tiki taka, oltre ad essere il nome della trasmissione condotta da Pierluigi Pardo che va in onda la domenica sera, è diventato un termine che indica la strategia di qualsiasi squadra abituata a fare possesso palla nello stretto e per la maggior parte della partita, ma di fatto i veri artefici sono i blaugrana di Guardiola, e tutto il resto è un’imitazione da cui diffidare, perché passerà molto tempo prima di vedere interpreti perfetti, come lo sono stati Xavi, Iniesta, Messi e tutti gli altri giocatori del Barcellona, riprodurre efficacemente questa idea di calcio.

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close